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Le rocce siciliane risorsa per lo
stoccaggio della co2
Il CNR, in collaborazione Università di
Pisa, in una ricerca pubblicata sul-
l'International Journal of Greenhouse
Gas Control, individua tre aree parti-
colarmente vocate per tecnologie di
Carbon Capture and Mineral Storage
(CCMS): si tratta della zona di Palago-
nia, dell'area di Portopalo di Capo
Passero e della Piana di Catania. In
quei luoghi le basaltiche hanno carat-
teristiche favorevoli alla mineralizza-
zione della Co2.
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Le rocce siciliane risorsa per lo
stoccaggio della co2
La Co2 viene raccolta isolandola dai
fumi industriali o rimossa direttamente
dall'atmosfera. Il gas viene sciolto in
acqua e pompato a grandi profondità.
Il liquido penetra nel basalto. L'acqua
acida carica di Co2 scioglie il calcio
e il magnesio presenti nel basalto che
si legano al carbonio. Il gas si soli-
difica in minerali calcarei bianchi in
meno di due anni. La pietra dura per
milioni di anni. Non ci sono rischi di
perdite gassose.
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Le rocce siciliane risorsa per lo
stoccaggio della co2
Secondo il gruppo di ricerca CNR, in
collaborazione con l'Università di Pi-
sa, la combinazione tra vaste formazio-
ni basaltiche, la presenza di grandi
impianti industriali e la posizione
strategica della Sicilia nel Mediterra-
neo potrebbero eleggere l'isola a ter-
ritorio di riferimento per lo sviluppo
di tecnologie innovative di decarboniz-
zazione.
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La IA alleata dei "cacciatori delle
isole di plastica"
Il sistema elaborato dal progetto ADOPT
coordinato dall' cole Polytechnique
Fédérale de Lausanne (EPFL), attraverso
il laboratorio ECEO, insieme allo Swiss
Data Science Center (SDSC), con la col-
laborazione della Wageningen University
& Research e The Ocean Cleanup, median-
te algoritmi di deep learning ricono-
sce la plastica nelle immagini satelli-
tari, distinguendola da alghe, schiuma
marina e altri oggetti.
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La IA alleata dei "cacciatori delle
isole di plastica"
Inoltre l'algoritmo del progetto ADOPT
prevede dove si sposterà la plastica
nei giorni successivi, combinando dati
su venti, correnti marine e onde con
modelli di machine learning. L'IA cor-
regge gli errori dei modelli oceanogra-
fici tradizionali e stima le traietto-
rie più probabili dei rifiuti galleg-
gianti. Così, quando un satellite indi-
vidua una chiazza di plastica, le squa-
dre di recupero possono intervenire an-
che non immediatamente.
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La IA alleata dei "cacciatori delle
isole di plastica"
ADOPT rappresenta un esempio concreto
di come l'intelligenza artificiale pos-
sa contribuire alla tutela dell'ambien-
te: analizzando enormi quantità di da-
ti satellitari e oceanografici in tempi
impossibili per gli esseri umani, que-
sti sistemi aiutano i ricercatori a
comprendere meglio fenomeni complessi e
a rendere più efficaci gli interventi
di protezione degli ecosistemi marini.
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