
Questa settimana al REF
Mattatoio – 29 settembre
DIE SCHÖNE MAGELONE (The beautiful Magelone)
Johannes Brahms, Sabine Scho
Con Julian Aaron Astor Paschen, Gideon Poppe, Anh Trung Sam
Unico vero ciclo di Lieder concepito da Johannes Brahms, il concerto si apre come una forma ibrida e sorprendentemente teatrale, sospesa tra racconto amoroso, frammento lirico e dispositivo scenico. Composto a partire dal 1861, il ciclo attraversa una materia narrativa antica e stratificata (tra Medioevo, romanticismo tedesco e immaginari cavallereschi) per trasformarla in una costellazione di quindici romanze che invece di raccontare una storia in modo lineare ne trattengono gli scarti emotivi, le sospensioni, le intensità. È proprio questa natura frammentaria, rivendicata dallo stesso Brahms, a rendere “Die schöne Magelone” un oggetto singolare: non un ciclo chiuso, ma una sorta di “opera tascabile”, come il compositore stesso la definiva, in cui l’azione sembra continuamente sfuggire per lasciare spazio a una drammaturgia del sentimento. In questa nuova lettura, le quindici romanze interpretate da Gideon Poppe e Anh Trung Sam si intrecciano con quattro inserti tratti da “Leitfaden für Verliebte” di Sabine Scho. Ad intensificare ulteriormente la frizione tra il Romanticismo e il presente, l’azione scenica di Julian Paschen, hair artist con base a Berlino, che introduce un taglio di capelli dal vivo durante il concerto, amplificato dalle riprese in tempo reale di Per Lang e dalla proiezione delle fotografie realizzate a Roma da Sabine Scho. Ne emerge un dispositivo scenico stratificato, dove Lied, poesia, immagine e performance si incontrano in un equilibrio volutamente instabile, restituendo a Brahms tutta la sua inattesa eccentricità teatrale.
Mattatoio – 29 settembre
NACHTMUSIC (Night Music)
Hans Thomalla, Ensemble LUX:NM
Il compositore tedesco Hans Thomalla costruisce un attraversamento del buio come esperienza acustica, spaziale e percettiva, trasformando la notte in una materia instabile, insieme intima e perturbante. Il lavoro prende la forma di un paesaggio immersivo in cui silenzio, eco, rumore e memoria si addensano progressivamente fino a ridefinire il rapporto tra suono, spazio e corpo. Più che una semplice “musica notturna”, è una riflessione sul confine tra veglia e sogno, vulnerabilità e violenza, quiete e incubo — una partitura che lascia affiorare, inevitabilmente, anche l’ombra dei nostri “dark times” politici. Distribuiti nello spazio della sala, i musicisti di LUX:NM trasformano l’ascolto in un’esperienza immersiva che supera il dispositivo frontale del concerto: il suono si propaga in tutte le direzioni, lo spazio diventa parte attiva della composizione, e ciò che inizialmente appare come una trama rarefatta di scale, risonanze e figure ripetitive si condensa lentamente in una tessitura sempre più densa, fino a un secondo movimento che esplode come una parete di rumore, deformazione spettrale di quanto ascoltato in precedenza. La dimensione sonora si espande ulteriormente nel dialogo con il light design di Periklis Lazarou, che non accompagna la musica ma la interpreta, trasformando il buio e la luce in una drammaturgia parallela.
Villa Medici - Accademia di Francia a Roma – dal 30 settembre al 01 ottobre
LORA
Lora Juodkaite, Rachid Ouramdane, Compagnie de Chaillot
La storia della danzatrice lituana Lora Juodkaite, che fin dall’infanzia ha sviluppato una pratica gestuale personale — un girare su sé stessa, ripetuto, senza mai perdere l’equilibrio — che la accompagna e la conforta. In questo solo-ritratto, estratto dallo spettacolo TORDRE, Rachid Ouramdane indaga quel punto sottile in cui il movimento oscilla tra dimensione poetica e terapeutica.
Teatro Argentina – dal 01 al 04 ottobre
APRES MOI, LA DELUGE
(LA) HORDE, Ballet national de Marseille
Il collettivo francese alla guida del Ballet National de Marseille, che ha reimposto la danza nell’immaginario della Generazione Z, attraverso un vocabolario audace, sospeso tra pop e ricerca, porta in scena una nuova creazione contro il flusso del tempo, dove la danza cerca di tornare a un momento precedente la catastrofe, prima dell’erosione, per confrontarsi con le figure mostruose che abitano le nostre narrazioni, i silenzi e i gesti di resa. Un’introspezione collettiva, una discesa sotto la superficie del quotidiano e delle strutture di potere, che interroga il nostro rapporto con l’eredità e la trasformazione.
Mattatoio – dal 02 al 04 ottobre
MUETTE
Boris Charmatz | Terrain
Un’esperienza intima e radicale che esplora il silenzio non come assenza di musica, ma come spazio emotivo e fisico. In questo solo minimalista: «Ascolteremo una danza che tuona silenziosamente», afferma il coreografo, «Muette sarà guidato da ciò che non passa nemmeno attraverso le mie labbra, da ciò che non esce».
Mattatoio – dal 02 al 03 ottobre
THE HARVEST OF BROKEN PROMISES
Pankaj Tiwari, CAMPO
Può il teatro restituire l’odore del suolo, la fatica del piegarsi, il peso del raccolto? Il regista e performer Pankaj Tiwari intreccia memoria personale e storia collettiva per raccontare la trasformazione dell’agricoltura in India dagli anni Novanta, quando l’apertura neoliberista al mercato globale ha segnato un punto di svolta irreversibile. Cresciuto in una famiglia di agricoltori, Tiwari ripercorre le pratiche sostenibili della sua infanzia e la loro progressiva scomparsa sotto l’impatto delle multinazionali dell’agroindustria, simbolo di un modello basato su sementi geneticamente modificate e nuove forme di dipendenza economica. Attraverso video, interviste, arti visive e racconti popolari, lo spettacolo si muove tra documento e mito, tra dimensione intima e politica. Un lavoro potente che interroga il rapporto tra progresso e sopravvivenza, chiedendosi cosa resti quando la terra non ricorda più come nutrire chi la abita.
Teatro Olimpico – dal 03 al 04 ottobre
E MORTE NON AVRÀ DOMINIO
Vinicio Capossela
Tra le onde delle sintonie radiofoniche e i segnali abissali delle balene, una rivincita sulla cultura della morte, un manifesto poetico che principia da “Sotto il bosco di latte”, opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo nel villaggio in riva al mare inventato dal poeta gallese Dylan Thomas per la radio, che il rock dj radiofonico e beautiful loser Renato Striglia voleva realizzare e non realizzò. Le quindici canzoni inedite scritte da Vinicio Capossela, i caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi affollano la solitudine di un uomo adagiato in una vasca da bagno vuota, che è insieme Renato, Capitan Gatto e il poeta Dylan Thomas stesso, “Noè della baia nella sua arca rattoppata”.
Mattatoio - 04 ottobre
OMAGGIO A STEVE REICH
Blow Up Percussion, Steve Reich
Il progetto è un percorso musicale immersivo che trasforma l’ascolto in un’esperienza in continuo movimento. Le esecuzioni sono concepite come parti di un unico flusso: lo spostamento del pubblico diventa parte integrante della forma musicale e della drammaturgia dell’evento.
Spazio internazionale di incontro, visione e immaginazione condivisa, il Romaeuropa Festival torna dall’8 settembre al 15 novembre rinnovando la propria vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. La manifestazione si configura come un grande laboratorio in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si intrecciano dando forma a un’esperienza collettiva nata da un esercizio costante di valorizzazione delle differenze e da una rete di alleanze artistiche e istituzionali costruita con alcune tra le più prestigiose realtà nazionali e internazionali. Nelle intenzioni del direttore artistico Fabrizio Grifasi la quarantunesima edizione è un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria per costruire il “passo del mondo”, orientarsi nella complessità del presente, assumersi rischi e responsabilità, avanzare lungo un percorso che richiede fiducia reciproca.
Le giornate inaugurali dell’8 e 9 settembre sono affidate all’osannato coreografo Benjamin Millepied - che presenta “Summerland”, un dialogo con November Ultra, una delle voci più originali e raffinate della nuova scena musicale francese tra folk e bedroom pop - e due figure emblematiche della creazione italiana contemporanea: Sofia Nappi, tra le coreografe più rilevanti della nuova scena nazionale e fondatrice della compagnia KOMOCO, che presenta “Chora – Il vuoto all’origine”; Caterina Barbieri, compositrice e voce radicale della ricerca elettronica internazionale e direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia per il biennio 2025–2026, protagonista di un progetto co-commissionato insieme alla Philharmonie de Paris che la vede confrontarsi con la scrittura per orchestra insieme a ONCEIM, neonata orchestra di sperimentazione e improvvisazione diretta da Frédéric Blondy.
Grazie alla collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, le due giornate proseguono nella sala grande dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone con tre appuntamenti musicali: la voce carismatica di Fatoumata Diawara; la proiezione di “Powaqqatsi” di Godfrey Reggio proposto con musica dal vivo eseguita dal Philip Glass Ensemble; l’incontro tra Jeff Mills, figura seminale dell’elettronica mondiale, e l’arpista e compositrice Kety Fusco in un viaggio audiovisivo tra immagini, illusione ottica, musica acustica ed elettronica.
LA SCENA INTERNAZIONALE
Gli appuntamenti con i grandi protagonisti della scena internazionale proseguono con: il coreografo fiammingo Michiel Vandevelde, che insieme all’ensemble BRYGGEN - Bruges Strings porta sul palco un concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura che Max Richter ha dedicato alle “Quattro stagioni” di Vivaldi; il ritorno di Sasha Waltz che si confronta con le “Suites per violoncello” di J.S. Bach eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina; Rachid Ouramdane con la Compagnie de Chaillot con lo spettacolo dedicato alla performer lituana Lora Juodkaite; la compagnia (LA)HORDE, alla direzione del Ballet national de Marseille che ha profondamente ridefinito l’immaginario del contemporaneo dialogando con sottoculture digitali, culture urbane e grandi icone della scena musicale; Wim Vandekeybus con il riallestimento del suo storico “What the Body Does Not Remember” che nel 1989 lo impose sulla scena internazionale; l’inglese Ben Duke in uno spettacolo che intreccia danza, teatro, stand-up e ironia per interrogarsi sul senso della vita; il sorprendente Collectif XY che dà vita a paesaggi in trasformazione e a un rito collettivo fatto di fragilità, slanci, salti acrobatici e torri umane giocando con il ritmo del mondo e un profondo desiderio di pace; il Groupe Acrobatique de Tanger, la franco algerina Nacera Belaza, il coreografo francese Boris Charmatz, l’Opera Ballet Vlaanderen, il danzatore greco Georgios Kotsifakis, il coreano Eun-Me Ahn, la coreografa Katerina Andreou che incontra Carte Blanche, la compagnia nazionale di danza della Norvegia in una partitura incessante fatta di resistenza, slanci, cedimenti e desiderio.
Il REF continua ad attraversare geografie e immaginari, intrecciando narrazioni teatrali e storie capaci di interrogare il presente con il regista Jaha Koo, l’indiano Pankaj Tiwari e il portoghese Tiago Rodrigues, direttore del Festival d’Avignone, che trasforma il vuoto lasciato dalla scomparsa del padre in un delicato e ironico rito teatrale sulla memoria, l’addio e la resistenza alla fine.
DANZA E TEATRO ITALIANO
Torna a Romaeuropa uno dei registi che più profondamente hanno segnato il percorso del Festival e delle arti performative globali, scrivendo pagine decisive del teatro e dei suoi linguaggi: Romeo Castellucci presenta la sua nuova creazione “Faust. Fatto, non detto”, una radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, sospesa tra condanna e redenzione, realtà e visione. A lui si accompagna una costellazione ampia e articolata di artiste e artisti oggi protagonisti del rinnovamento delle pratiche performative: Marta Cuscunà che affronta la storia vera di Hersilie Rouy, figlia dell’illusionista Charles Rouy, reclusa in manicomio per quattordici anni, in uno spettacolo che intreccia illusionismo, sedute spiritiche e tradizioni popolari; Giorgina Pi che rilegge la figura di Filottete in chiave femminile; Pietro Giannini con un affresco concreto e visionario che, tra mockumentary, narrazione e musica, interroga il mito della tecnologia nell’era di Elon Musk; Silvia Costa in uno spettacolo con Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi; gli studenti del corso di II livello in recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” che diretti da Fabiana Iacozzilli, Thom Luz, Ersan Mondtag, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan propongono in cinque giorni il ciclo “HEIMAT – Patria/Straniero” per dare vita a una riflessione plurale sull’identità e l’appartenenza; e ancora, Giacomo Bisordi, Marco D’Agostin, Marta Ciappina, Irene Mantova.
CONCERTI E TEATRO MUSICALE
È la musica a rappresentare nell’ossatura del programma la vocazione del REF a far convivere sperimentazione, repertorio e nuove forme di ascolto, intrecciando anniversari, nuove esecuzioni, elettronica, pop e scrittura contemporanea. L’incontro tra teatro, cantautorato italiano e letteratura vede la speciale presenza di Vinicio Capossela che insieme a Pierpaolo Capovilla propongono un intenso manifesto poetico contro la cultura della morte e in celebrazione della forza irriducibile della vita. Numerosi gli omaggi dedicati agli anniversari dei grandi maestri della musica del Novecento: ai novant’anni di Steve Reich, Blow Up Percussion dedica uno speciale percorso musicale; i pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco si confrontano con una delle più celebri composizioni per pianoforte del Novecento, “The Köln Concert” di Keith Jarrett, in una doppia interpretazione che unisce rigore filologico e libertà improvvisativa; The Avex Ensemble omaggia l’iconica colonna sonora di “Blade Runner”, firmata da Vangelis, in uno speciale cine-concerto; Tempo Reale rende omaggio all’eredità del movimento Fluxus con musiche di Toshi Ichiganachi, Yoko Ono, John Cage e Giuseppe Chiari; al New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro è affidato il progetto dedicato al centenario della nascita di Hans Werner Henze che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, di cui fanno parte, anche i concerti di Hans Thomalla con l’Ensemble Lux:NM, il progetto dedicato a “La bella Magelone” di Brahms nella rilettura scenica guidata dai testi di Sabine Scho e dalle esecuzioni di Gideon Poppe e Anh Trung Sam, e la presenza del pioniere della techno berlinese, compositore e producer Moritz von Oswald.
Le nuove traiettorie della composizione e della musica elettronica sono affidate a Hildur Guðnadóttir, violoncellista e compositrice islandese; a Kangding Ray, che dopo il successo della colonna sonora del film “Sirât”, Premio della Giuria al Festival di Cannes 2025, presenta il suo nuovo “A/V Live Superfluid”, e al pluripremiato ensemble di percussionisti Third Coast Percussion in un dialogo con la compositrice Jlin, performer e musicista elettronica, finalista al premio Pulitzer Musica.
REF KIDS & FAMILY - SPAZIO DEDICATO ALL’INFANZIA E ALLA PRE-ADOLESCENZA
Cresce la sezione REF Kids & Family a cura di Stefania Lo Giudice, che rinnova la sua proposta di musica, teatro e nuovo circo dedicata al giovane pubblico, articolata in tre weekend di spettacoli e attività gratuite, ospitando negli spazi de La Pelanda un programma coinvolgente, un playground con attività ludiche ed esperienziali, una libreria e installazioni interattive. Il focus sulla scena catalana vede iprotagonisti Anna Confetti con il divertente “Where is Stefie?”, lo spettacolo di magia su ruote “Maginarium” di Pau Segalés, “Copiar” di Animal Religion, che invita un gruppo di bambini del pubblico a interpretare lo spettacolo, i clown di LaBú Teatre con “Triplette” e “FORAT” di Dudu Arnalot. E poi, dall’Olanda arriva la compagnia de Dansers, dalla Norvegia Frida Odden Brinkmann, dalle Fiandre ZONZO, dal Giappone Kenji Shinohe. Tra le presenze italiane Federica Migliotti e Campsirago Residenza.
ULTRA REF
Un vero e proprio festival nel festival dedicato alla creatività emergente, dove prendono forma le proposte più ibride, trasversali e fuori formato. Un luogo di festa in continua trasformazione in cui comunità reali e virtuali si incontrano in un crocevia di estetiche, sperimentazioni e contaminazioni.
Nel segno dell’incontro tra classica, contemporanea e pop, il gran finale della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival del 15 novembre si configura come una vera e propria maratona musicale: dodici ore di concerti con un pomeriggio che anticipa le celebrazioni per il novantesimo anniversario di Philip Glass (gennaio 2027), attraverso l’esecuzione integrale degli “Études” affidata a Vanessa Wagner e di “Águas da Amazônia” con Third Coast Percussion. Oltre al “Classical Rave Party” di Enrico Melozzi, in programma anche un grande rito collettivo dell’ascolto in cui i musicisti invaderanno la Sala grande dell’Auditorium Parco della Musica in un closing capace di unire repertori, pubblici e atmosfere, restituendo alla musica la forma di una festa condivisa, aperta, travolgente e profondamente contemporanea. Tra gli artisti: 100 Cellos con Giovanni Sollima, l’Orchestra Notturna Clandestina, Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, la Banda dell’Esercito Italiano, Anastasio e Fasma.
RAI si conferma come Main Media Partner del Romaeuropa Festival. Il servizio pubblico racconterà il teatro, la danza, la musica e le arti attraverso interviste, programmi e approfondimenti sui suoi canali dedicati alla cultura e allo spettacolo. Un’offerta per comprendere poetiche, processi creativi e visioni che sarà rilanciata anche sul web e sui social.