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DAI FONDI OCEANICI ALLA LUNA
Uno studio pubblicato su Nature
Geoscience evidenzia come la
cartografia geologica sia essenziale
per esplorare ambienti estremi, dai
fondali oceanici alla Luna. Il lavoro,
condotto con il contributo dell'Inaf,
promuove la condivisione di metodi e
tecnologie per supportare missioni come
Artemis. Alla cartografia geologica per
l'esplorazione spaziale sarà dedicata
una sessione del Cospar.
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DAI FONDI OCEANICI ALLA LUNA
Il lavoro trae origine dalla sessione
scientifica "Geologic Mapping in
Challenging Environments: from Ocean
Floors to Outer Space", coordinata
dall'Inaf e presentata all'Assemblea
generale della European Geosciences
Union (Egu) nel maggio 2025. Da questo
confronto è emerso non solo il ruolo
cruciale della cartografia per la
gestione del territorio e
l'esplorazione, ma anche la comune
necessità di compiere progressi
significativi in termini di
accessibilità, interoperabilità e
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DAI FONDI OCEANICI ALLA LUNA
rigore scientifico nella revisione dei
prodotti cartografici.
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ANNUNCIATI I VINCITORI DEI PREMI
SAIT 2026
Il talento e l'originalità della nuova
generazione di astrofisiche e
astrofisici sono stati protagonisti
della quarta giornata del 67esimo
Congresso annuale della Società
astronomica italiana (Sait).
L'appuntamento, in corso all'Aquila dal
4 all'8 maggio, ha visto la
partecipazione di quasi 150 delegati
tra ricercatori, astronomi, soci,
docenti e studenti, riuniti per fare il
punto sulle frontiere dell'astronomia
moderna.
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ANNUNCIATI I VINCITORI DEI PREMI
SAIT 2026
Come da tradizione, la Sait ha
assegnato i propri premi annuali,
confermando un impegno storico nel
valorizzare la qualità della ricerca su
scala nazionale e internazionale.A
Vittoria Vecchiotti (ricercatrice
all'Inaf di Arcetri) è stato assegnato
il premio "Giovanni Bignami", a Cosimo
Marconcini (Università di Firenze) il
premio "Pietro Tacchini", a Giovanni
Isopi (Università La Sapienza di Roma)
il premio "Guido Horn D'Arturo" e a
Fabrizio Cogato (ricercatore all'Inaf
di Bologna) il premio "Giuseppe
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ANNUNCIATI I VINCITORI DEI PREMI
SAIT 2026
Lorenzoni". Menzioni speciali per
Rossella Anania, Alice Dottori e Silvia
Micheli.
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MAGGIORE E' LA LORO MASSA, PRIMA
VENGONO ALLA LUCE
Gli ammassi stellari più massicci
emergono più rapidamente dalle nubi in
cui nascono, spazzando via il gas e
inondando la galassia di luce
ultravioletta. Il risultato arriva
dall'analisi delle immagini di novemila
ammassi ottenute con Webb e Hubble. La
scoperta, pubblicata su Nature
Astronomy, è di un team guidato da Alex
Pedrini e Angela Adamo dell'Università
di Stoccolma e dell'Oskar Klein Centre
svedese. Questo processo è chiamato
feedback stellare e implica che la
maggior parte del gas in una galassia
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MAGGIORE E' LA LORO MASSA, PRIMA
VENGONO ALLA LUCE
non venga mai utilizzato per la
formazione stellare. La ricerca su come
si sviluppano gli ammassi stellari può
quindi rispondere a domande sulla
formazione stellare su scala galattica.
Sapere dove e quando questo feedback
stellare è più forte nel corso della
vita di una galassia permette agli
astronomi di prevedere meglio come il
materiale per la formazione stellare
venga distribuito all'interno della
galassia stessa e, di conseguenza,
com'è più probabile che si formino le
stelle e gli ammassi stellari.
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INAF: chi siamo
L'Istituto Nazionale di Astrofisica è
l'ente di ricerca italiano dedicato al-
lo studio dell'Universo. INAF promuove,
realizza e coordina le attività di ri-
cerca nei campi dell'astronomia e del-
l'astrofisica, in ambito nazionale e
internazionale. Proiettato nel futuro e
protagonista nelle collaborazioni in-
ternazionali, INAF progetta e sviluppa
tecnologie innovative e strumentazione
d'avanguardia per lo studio e l'esplo-
razione del cosmo. INAF è anche diffu-
sione della cultura scientifica.
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