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Lo spostamento dell'asse di rotazione
terrestre determinato anticamente dai
dai processi innescati dalla progressi-
va ritirata dei ghiacciai, è in grado
di modulare l'altezza del livello del
mare a causa delle complesse interazio-
ni tra le varie componenti del sistema
Terra durante le deglaciazioni.E' quan-
to emerge dallo studio Earth's rotation
impacted the mid-Holocene sea-level
highstand, appena pubblicato sulla
rivista scientifica Communications
Earth & Environment. La ricerca ha
riguardato, in particolare, i cosiddet-
ti "highstand" dell'Olocene >>
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<< ovvero le evidenze di un aumento del
livello del mare fino a un livello più
alto di quello attuale osservate
tipicamente alle medie e alle basse
latitudini, in zone costiere lontane
dalle antiche calotte glaciali. Al
culmine dell'ultima era glaciale, circa
21.000 anni fa, immense calotte di
ghiaccio coprivano il Nord America e il
Nord Europa, mentre il livello medio
degli oceani era circa 130 metri più
basso di quello odierno. Con la
progressiva ritirata dei ghiacciai una
enorme quantità di acqua di fusione si
è riversata negli oceani >>
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<< ma il loro livello non è aumentato
ovunque in modo uniforme. Infatti, la
risposta della Terra solida alle
sollecitazioni dovute ai carichi agenti
sulla sua superficie e l'attrazione
gravitazionale reciproca fra oceani e
ghiacciai hanno fatto sì che lo
scioglimento delle grandi calotte
continentali producesse una complessa
distribuzione di aumento e diminuzione
del livello degli oceani.Lo spostamento
di enormi masse dalle calotte
continentali agli oceani ha anche
determinato una progressiva migrazione
dell'asse di rotazione terrestre >>
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<< che si è spostato in direzione della
Baia di Hudson, vicino alla costa
nord-orientale del Canada. Questi
fenomeni, noti nel loro insieme come
"aggiustamento glacio-isostatico" sono
descritti quantitativamente da modelli
fisici in grado di spiegare molto bene
l'andamento generale delle osservazioni
geologiche dei livelli del mare nel
passato: ciò nonostante, alcuni aspetti
della distribuzione nello spazio e nel
tempo delle antiche linee di costa
restano ancora oggi poco chiari. Lo
studio ha analizzato per la prima volta
in modo sistematico >>
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<< l'effetto della deriva del polo di
rotazione terrestre sulla formazione
degli highstand. I risultati, ottenuti
mediante modelli numerici, hanno
mostrato che lo spostamento dell'asse
di rotazione dovuto alla deglaciazione
modula l'altezza degli highstand, e in
alcune regioni del globo può addirittu-
ra essere il meccanismo che determina
la loro comparsa. In particolare, la
deriva del polo di rotazione aumenta
l'altezza degli highstand nell'Atlanti-
co sud-occidentale, nel Pacifico nord-
orientale e nell'Oceano Indiano
settentrionale.
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La diminuisce nell'Oceano Indiano
meridionale e in alcune zone del
Pacifico. L'analisi di dati geologici
dei livelli marini passati conferma le
indicazioni dei modelli fisici: nelle
regioni in cui essi indicano un effetto
di amplificazione da parte della
rotazione terrestre, gli highstand
risultano, in media, più alti rispetto
a quelli nelle regioni in cui i modelli
prevedono invece un indebolimento. I
dati sulle antiche linee di costa in
regioni lontane dalle calotte glaciali
del Pleistocene sono sempre più numero-
si e di migliore qualità.
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Questi risultati ci permettono di
comprendere meglio i meccanismi fisici
che determinano le variazioni del
livello del mare durante un ciclo
glaciale, risultando quindi di notevole
importanza nell'interpretazione futura
di nuovi dati.
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