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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica Le sfere di Posidonia oceanica, molto comuni sulle spiagge del Mediterraneo, rivelano l'inquinamento da microplasti- che nei mari: oltre una sfera su tre è contaminata da plastica, di cui quasi la metà è di dimensioni inferiori a 5 millimetri, con netta prevalenza di fi- bre sintetiche in prossimità degli im- pianti di depurazione, a dimostrazione delle pressioni antropiche sulla costa. E' quanto emerge da uno studio su 13 siti della costa laziale, pubblicato su Environments (MDPI), ha analizzato struttura e contenuto di 1300 Aegagropile, note come "palle di mare". www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica I risultati mostrano che il 34,9% delle sfere contiene frammenti plastici, per un totale di 1415 particelle identificate, con una media di 3,1 elementi per sfera. Dal punto di vista dimensionale, il 48,7% dei materiali rinvenuti è costituito da microplastiche (inferiori a 5 millimetri), seguite da mesoplastiche (29,6%) e macroplastiche (21,9%). www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica L'analisi morfologica evidenzia una netta prevalenza di filamenti e fibre sintetiche, mentre tra i polimeri più diffusi figurano nylon e polietilene tereftalato (PET), quest'ultimo ampiamente utilizzato per il confezionamento di alimenti e bevande, seguiti da polietilene e polipropilene. Le analisi spettroscopiche hanno inoltre rilevato segni evidenti di degradazione chimica, indicando che la maggior parte delle microplastiche deriva dalla frammentazione di materiali più grandi, a conferma della loro origine secondaria. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica Tra i dati più significativi emerge anche la forte correlazione tra la presenza di microfibre nelle sfere e la vicinanza agli impianti di trattamento delle acque reflue: questi sistemi di depurazione trattengono infatti solo in parte le microfibre sintetiche rilasciate durante il lavaggio domestico dei tessuti, raggiungendo il mare dove si depositano sui fondali. Le aegagropile si formano naturalmente dai residui fibrosi della Posidonia, modellati dalle correnti sul fondale, intrappolando detriti e plastiche sedimentate. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica In pratica funzionano come trappole naturali che, senza ricorrere a tecniche complesse o campionamenti invasivi, sono in grado di concentrare le plastiche presenti sul fondale, restituendoci un segnale chiaro dello stato di contaminazione dell'ecosistema costiero. Dal punto di vista della metodologia osservata, il protocollo di monitoraggio comprende la raccolta manuale sulle spiagge, l'apertura delle sfere, l'osservazione microscopica e l'identificazione dei polimeri con tecniche standardizzate. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica L'aspetto innovativo è la trasferibilità del metodo che può essere replicato con facilità da laboratori ambientali e agenzie territoriali. Costi contenuti, procedure standard e possibilità di applicazione su larga scala rendono il monitoraggio facilmente accessibile e comparabile nel tempo e nello spazio. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Ambiente: oltre un terzo delle 'palle di mare' contiene plastica In un Mediterraneo considerato tra i bacini più esposti all'inquinamento plastico, le praterie di Posidonia oceanica, già fondamentali per ossigenazione, stabilizzazione dei sedimenti e sequestro del carbonio, si rivelano in questo modo anche preziose alleate nella sorveglianza ambientale, trasformandosi in indicatori naturali e a basso costo, capaci di rivelare quanto la plastica sia ormai entrata stabilmente nei cicli ecologici dei nostri mari. www.Enea.it fonte Enea Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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Energia: Analisi ENEA 2025, emissioni e consumi in stallo, transizione in ritardo. Uno scenario energetico sostanzialmente immobile, che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e in particolare dal blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 6% di greggio e il 9% di GNL diretto in Europa, con pesanti ricadute sui prezzi. www.ENEA.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Antartide Un'eredità unica in risposta alla perdita del patrimonio glaciale mondiale. I ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità senza precedenti. Dal 2000, i ghiacciai hanno perso a livello regionale tra il 2% e il 39% della loro massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale, rischiando di cancellare secoli, in alcuni casi millenni, di informazioni scientifiche cruciali e insostituibili, che consentono alla comunità scientifica di osservare e comprendere le tendenze passate e di anticipare quelle future. www.Enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Antartide In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di tredici Paesi in questa iniziativa di grande rilevanza scientifica e globale. www.Enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 461>464
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ENEA, Antartide Un patrimonio internazionale sotto una futura governance globale. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. www.Enea.it fonte ENEA Ambiente 450 Io non rischio 461>464

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