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Gli acquedotti sotterranei
A cura di Antonella Gasperoni
con testi Rai Meteo
Andiamo nell'antica Persia ma migliaia
di anni indietro e immaginiamo regioni
aride dove l'acqua scarseggia. Quelle
popolazioni, per dissetarsi e irrigare
i campi, avevano ideato un metodo inge-
gnoso e sostenibile: l'acqua veniva pe-
scata dal sottosuolo attraverso un'ope-
ra di ingegneria, i Qanat. Questi erano
antichi acquedotti sotterranei nati in
Persia oltre 2500 anni fa e poi diffusi
dal Medio Oriente all'Africa del Nord,
fino ad arrivare alla Spagna.
Ancora oggi sono considerati tra i ri-
sultati prodotti più antichi dall'inge-
gneria idraulica.
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Gli acquedotti sotterranei (2)
A cura di Antonella Gasperoni
con testi Rai Meteo
I Qanat sono a tutt'oggi funzionanti,
tanto che, nel 2016, l'UNESCO li ha
inseriti tra i Tesori compresi nel
Patrimonio dell'Umanità. La loro co-
struzione è un capolavoro di idrogeo-
logia: veniva individuata una falda
acquifera, da lì si iniziava a scavare
una galleria con una pendenza minima e
costante che permetteva all'acqua di
affluire, per chilometri, verso le zone
abitate e coltivate. A distanze regola-
ri, venivano scavati pozzi verticali
per l'accesso, la rimozione del mate-
riale di scavo, l'aerazione e la manu-
tenzione.
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Gli acquedotti sotterranei (3)
A cura di Antonella Gasperoni
con testi Rai Meteo
I Qanat erano fondamentali anche perché
funzionavano passivamente: l'acqua
scorreva per gravità, sfruttando l'in-
clinazione del canale senza dover usare
energia esterna o pompe. Questo sistema
preservava l'acqua dall'evaporazione
causata dal riscaldamento del sole e
dalla contaminazione, mantenendola pura
e fresca. I Qanat sono l'esempio di co-
me ingegno e conoscenza del territorio
possano trovare, dando il giusto valore
all'acqua, soluzioni durature a basso
impatto ambientale e combattere la tan-
to temuta crisi idrica.
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